domenica 9 luglio 2017

Panzerotti pugliesi per Quanti modi di fare e rifare


Eccoci con la rubrica Quanti modi di fare e rifare, oggi ci trasferiamo in Puglia a preparare i famosi Panzerotti, si proprio quelli fritti!
Tanti anni fa, andavo all'Università a Milano e ricordo di una friggitoria pugliese, nelle vicinanze di Piazza Duomo, che vendeva questi panzerotti deliziosi, nonostante la nostra facoltà fosse in zona Città Studi, spesso, quando avevamo un ritaglio di tempo, andavamo in pellegrinaggio ad assaggiare quelle bontà,  sfidando intemperie, folla, metro e bus!
Quando ho letto di questo appuntamento, mi sono detta che non devo assolutamente mancare, ed infatti eccomi qua ad imparare l'impasto preciso!
Mi sono attenuta all'impasto base n.3 della Cuochina e il risultato è stato ottimo! Le tre fasi di lievitazione e gli ingredienti stessi lo rendono ideale per essere fritto, infatti risulta tutto molto asciutto!
Per i ripieni ho scelto in base a quanto trovato in frigo, ma il classico pomodoro e mozzarella non deve mancare mai ricordatelo!




Ingredienti per 6 panzerotti

Lievitino
50g di farina adatta al rinfresco del lievito madre
50ml di acqua
2 g di lievito di birra

Impasto
210g di farina per pizza
lievitino
105g di acqua
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
sale

olio per friggere

Ripieni
pomodoro/mozzarella/origano
speck/stracchino
melanzane/ricotta salata

Preparare il lievitino: mescolare il lievito  con acqua e farina, far lievitare fino al raddoppio ed usare nell'impasto (circa 30 minuti).

Sciogliere il lievitino con acqua e olio, aggiungere la farina setacciata ed impastare fino ad ottenere una pasta elastica. Mettere a lievitare fino al raddoppio (circa due ore).
Nel frattempo preparare i ripieni, tagliare i pomodori a cubetti, salare con un pizzico di sale e metterli in un colino, friggere i cubetti di melanzana e passarli su carta assorbente, tagliare la mozzarella e metterla in un colino a spurgare. Gli ingredienti dei ripieni devono essere il più asciutto possibile.

Riprendere l'impasto, pesarlo (il mio era 420g), dividere in 6 pezzi da 60-70g circa e formare delle palline, coprire con un canovaccio e far riposare per un’ora circa.

Stendere un pezzo per volta con la punta delle dita, mettere al centro il condimento desiderato, chiudere a libro e premere bene i bordi, in modo che il condimento interno non fuoriesca.

Friggere in abbondante olio caldo (circa 3-5 minuti) e farli sgocciolare su carta assorbente.

Servire subito.




Con questa ricetta la rubrica Quanti modi di fare e rifare 
va in vacanza ...

ci rileggeremo a settembre con il pollo in fricassea !!!

Buone vacanze!

venerdì 7 luglio 2017

Torta Barozzi, la mia ricetta




La torta Barozzi è un mito per noi emiliani, è una torta al cioccolato favolosa, dal profumo di caffè e dal gusto di mandorle e arachidi, oltre che di cioccolato.
Purtroppo o per fortuna  la ricetta originale è rimasta segreta e viene custodita nella pasticceria di Vignola, dove è stata creata dal sig Eugenio Gollini nel lontano 1886, dico purtroppo perchè una bontà simile sarebbe piacevole prepararsela con le proprie mani, ma anche per fortuna perchè solo così questa torta assume un che di magico!
Ho provato a riprodurla, più volte, studiando gli ingredienti, le proporzioni e il procedimento ideale, facendo ogni volta piccole modifiche, una alla volta, con metodo scientifico!
Questa mi sembra abbastanza simile, ma può essere migliorabile. Sotto scrivo le variazioni che vorrei provare la prossima volta, se cambierò qualcosa, riaggiornerò il post.
Mi raccomando utilizzate materie prime di qualità, soprattutto il cioccolato deve essere ottimo, essendo l'ingrediente principale.
Intanto assaggiate questa mia, pubblicata nella giornata in cui il Calendario del Cibo Italiano celebra il cioccolato, mi sembra ideale per l'occasione, che ne dite?





Ingredienti
80g di burro
150g di zucchero
3 uova medie
250g di cioccolato fondente 70%
100g di mandorle pelate
50g di arachidi (non salate!)
2 cucchiai colmi di caffè macinato
50ml di rum
1/2 bacca di vaniglia
cacao





Sgusciare le arachidi e togliere la pellicina.
Tostare le mandorle pelate e le arachidi per qualche minuto in forno caldo a 200°C.
Tritare non appena risultano raffreddate, con 50g di zucchero.
Sciogliere a bagnomaria il burro e il cioccolato, in mod da ottenere una crema fluida.
Sgusciare le uova e dividere gli albumi dai tuorli. Montare i tuorli con il restante zucchero, fino a quando scrive, unire poi il cioccolato fuso con il burro, le mandorle e le arachidi tritate, i semi di mezza bacca di vaniglia, il rum.
Montare a neve gli albumi e poi unirli al composto cercando di non smontarli, con un movimento dal basso verso l'alto con un leccapentola.
Foderare con carta forno una teglia quadrata o una teglia di 24cm di diametro (in modo da ottenere
una torta di circa 3-4 cm) e cuocere in forno già caldo a 170°C per 25 minuti circa. Appena finito la cottura togliere dallo stampo afferrando la carta forno.
Lasciare raffreddare prima di togliere la carta forno, tagliare a quadrati e poi cospargere con il cacao.

Variazione che vorrei provare la prossima volta: cuocere con sopra carta di alluminio in modo che non si formi la crosticina sottile, la servirò poi con la stagnola, proprio come quella originale.


Questa ricetta partecipa al Calendario del Cibo Italiano


domenica 2 luglio 2017

Le crescentine di Pavullo, conosciute come tigelle


Eccoci al 2 luglio, ultimo appuntamento estivo dell'Italia nel piatto prima delle meritate vacanze estive.
In questo appuntamento abbiamo deciso di intrattenervi con fiere, sagre e feste estive; in tutta Italia con l'arrivo della bella stagione le feste a carattere enogastronomico si moltiplicano, ogni week end è all'insegna dell'uno o dell'altro piatto, personalmente lo considero un modo alternativo per far conoscere la cucina e il territorio.

In Emilia Romagna c'è l'imbarazzo della scelta, così dopo aver fatto un'accurata ricerca ho deciso di parlarvi della sagra delle crescentine, che si tiene ogni anno a fine agosto, da più di 30 anni, a Pavullo in Frignano, in provincia di Modena. Si tratta di un evento enogastronomico incentrato sulla valorizzazione del prodotto tipico del territorio con la partecipazione dei gruppi frazionali, lungo del vie del centro storico, che propongono la degustazione della crescentina in tutti i modi più tradizionali con musica e animazione
La “crescentina” è una piccola focaccia tipica della provincia modenese ed in particolare di Pavullo, Da molti, anzi ormai tutti, la “crescentina” viene chiamata “tigella”, dal nome dello strumento utilizzato anticamente per cuocerla, solo in questi luoghi mantengono la denominazione tipica.

Le tigelle erano dei dischi di terra, realizzati con argilla resistente alle alte temperature, con incisioni utili a decorare le facce del prodotto: tra le figure più comuni una stella a sei punte, ma nelle case più nobili vi si riportavano addirittura gli stemmi familiari. Questi dischi venivano sovrapposti accanto al fuoco del camino in pile piuttosto alte, alternando alle tigelle pasta e foglie di castagno che servivano a cedere aroma e umidità alla crescentina.
Oggi esistono delle tigelliere in ghisa o in ferro, sono in pratica una piastra con coperchio che  presenta zone delineate in cui posizionare l'impasto, possono scaldarsi elettricamente o sul fornello.
Nel mio caso  ho cotto le crescentine in una padella antiaderente con fondo spesso.
Ora passiamo alla ricetta delle crescentine, vero nome, ma se volete farvi capire da tutti... chiamiamole tigelle! ;)




Ingredienti:

250 g di farina
1 cucchiaio di strutto
1 cucchiaino di sale
100ml di latte
3 g di lievito di birra
25g di acqua

Farcitura:
cunza modenese
prosciutto crudo
pancetta
 .... a piacere!



Sciogliere il lievito in acqua tiepida (37°C).
Aggiungere alla farina il sale, il latte, l’acqua in cui è stato sciolto il lievito.
Impastare fino ad ottenere un impasto incordato, aggiungere poi lo strutto, poco alla volta, continuare ad impastare e all'occorrenza aggiungere un poco di latte.
Continuare fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo da lasciar lievitare fino al raddoppio, circa due, tre ore.
Riprendere l’impasto, con l'aiuto del mattarello formare una sfoglia di circa 1 cm di spessore, tagliare con un coppapasta o un bicchiere.
Cuocere le crescentine nell’apposita tigelliera, o in padella (fondo spesso, così da rendere la cottura omogenea), a fuoco alto per 1-2 minuti, abbassando la fiamma e rigirando di tanto in tanto facendo attenzione a non bruciarle, in tutto sono necessari una decina di minuti.



Gustatele ancora calde con i condimenti che più gradite,dal prosciutto crudo, alla pancetta, dal salame al gorgonzola, ma non dimenticate di assaggiarlo con la cunza modenese, un battuto di lardo con rosmarino (solo gli aghi) e un poco di aglio, a cui viene aggiunto Parmigiano Reggiano grattugiato... ecco così è davvero il massimo!!!!

Ecco le sagre delle altre regioni...


Liguria:  Le turle e la festa delle erbe nella valle Arroscia  

Lombardia: La Sagra dei Chisciöi in Valtellina 

Veneto: La sagra del pesce di Chioggia - 80a  edizione

Friuli-Venezia Giulia: Festa del Prosciutto di Sauris 

Emilia Romagna: Le crescentine di Pavullo

Toscana: I brigidini di Lamporecchio 

Umbria: Crostini al tartufo scorzone

Abruzzo: La Sagra del Pesce Fritto

Campania: Confettura di melanzane al peperoncino per "la Sagra della Melanzana a Santa Maria la Carità" 2017   

Puglia: Il pasticciotto salentino 

Calabria:  Sagra della nduja di Spilinga

Sicilia: Insalata di Tombarello e Patate 

Sardegna: Porchettone con cremma di scorzone (Tartufo nero estivo) 

martedì 27 giugno 2017

Il mio Gelato all' Earl Grey Tea con shortbread cookies per Il Club del 27


E anche oggi si pubblica per il Club del 27, è o non è la data giusta, in fondo!
Che cosa è il Club del 27? Un club di amici che cucina per passione e assieme, che condivide successi ed insuccessi che cerca di crescere ed imparare a cucinare.
Tutto questo avviene tramite la condivisione, condivisione di ricette, viene scelto un tema e un certo numero di ricette con cui cimentarsi, durante il mese di cucina, condivisioni di eventuali problematiche insorte durante la preparazione, condivisione della risoluzione dei problemi, ma soprattutto dei risultati!
Insomma una "scuola alla pari", dove l'importante è partecipare!!!!

Questo mese ci siamo esibiti con i gelati, visto le temperature, l'argomento ci stava eccome, le ricette erano quelle della sfida n.22, correva l'anno 2012, ero già malata di MTC!
Questa è stata una delle mie sfide preferite e questo lo si può desumere dal numero di ricette inviate (ben 5!), quella in cui ho inviato più ricette in assoluto! Tutto questo grazie alla Mapi che ci aveva istruito alla perfezione, con tabelle e conteggi, che mi hanno appassionato all'invero simile!

Durante questo mese la problematica più evidenziata è stata lo scioglimento veloce del gelato, ma ci si è accorti che i punti più delicati nella preparazione sono:
- la crema inglese, che non deve essere troppo montata (l'aria è nemica del gelato!), quindi montare a mano i tuorli con lo zucchero fino a rendere il composto bianco,
-la cottura che deve essere tenuta sotto controllo sia per la pastorizzazione delle uova, sia per rendere più consistente la crema , che deve velare il cucchiaio, in fondo l'addensamento è dato solo dal tuorlo d'uovo,
- i tempi di raffreddamento (non bisogna assolutamente accorciarli!),
- le dosi di zucchero o alcolici (entrambi gli ingredienti agiscono come inibitori del congelamento).

Se riuscirete a rispettare queste regole il gelato perfetto è assicurato!

Per questo appuntamento ho scelto un gelato all'Earl Grey Tea, ideato da Eleonora, di una bontà senza limiti.
Proprio ieri leggevo che lo chiamano il gelato della colazione, beh, io l'ho pensato come gelato da merenda ... quella delle 17!
Infatti ho preparato i classici biscottini da tè, gli shortbread cookies, noti biscotti burrosi, ad alcuni ho dato la forma di cucchiaino, così da servirlo con il gelato e una parte li ho sbriciolati e inseriti nella preparazione a metà mantecatura.
Il risultato a mio parere è ottimo, e lo rifarò presto!
Dimenticavo, rispetto alla ricetta originale ho diminuito di 1/4 lo zucchero, e forse si potrebbe diminuire ancora un poco, ma così la cremosità è perfetta!

Ingredienti

per 800 ml di gelato

300 ml di latte
220 g di zucchero semolato
250 ml di panna fresca
48 g di tuorli (sono 3)
2 cucchiai colmi di tè earl grey

per Short bread cookies

120g di farina
75g di burro
40g di zucchero
1 pizzico di sale
1/4 di bacca di vaniglia





Preparare i biscotti: nel mixer lavorare il burro freddo con lo zucchero fino, in modo da amalgamare i due ingredienti.
Unire la farina setacciata, il sale e i semini della vaniglia.
Impastare in modo da non ottenere un impasto troppo sodo.
Avvolgerlo in una pellicola  e far riposare almeno 1 ora, meglio 1 notte.
Spolverizzare il piano di lavoro con un po' di farina, stendere l’impasto in uno spessore di circa mezzo centimetro e, con una rotella tagliapasta liscia, tagliate dei rettangoli di circa 3x8 centimetri, oppure altre forme volute.
Posizionare sula leccarda rivestita di carta da forno tenendoli distanziati tra loro, bucherellare la superficie con i rebbi di una forchetta.
Cuocere in forno già caldo a 170°C per circa 15-20 minuti. Devono essere appena dorati.


Preparare il gelato: miscelare il latte con lo zucchero (120g) fino a dissolvere quest'ultimo.
Inserire il té (io in foglie, ma si possono utilizzare anche le bustine) e portare quasi a bollore(circa 80°C), spegnere, coprire e lasciare in infusione il té per 15 minuti. A parte, montare i tuorli con lo zucchero (100g) fino a che il composto "scrive", con un cucchiaio (non utilizzate lo sbattitore elettrico).
Filtrare il latte per togliere il té, riportare il latte quasi a bollore, e poi versarlo a filo nel composto di uova e zucchero.
A questo punto il composto bisogna trasferirlo in un polsonetto, o pentolino a bordi alti e fondo spesso, riportare sul fuoco moderato, fino a che il composto arrivare a 85°C (se non avete il termometro, fate cuocere fino a che la crema ricopra il dorso di un cucchiaio di legno), altrimenti coagulerà e diventerà grumosa.
In seguito, mettere subito a raffreddare in acqua con ghiaccio, mescolando sempre perchè si raffreddi tutta. Se necessario, cambiare l'acqua e ghiaccio più volte.
Mettere la crema in frigo per almeno un'ora o anche tutta la notte.
Mischiare bene la panna fresca (e fredda) alla crema inglese (senza montarla!!!).
Mettere in gelatiera e mantecare, ci vorranno circa 45 minuti.
Dopo 35 minuti circa quando il gelato inizia a formarsi, sbriciolare 60 g di biscotti e aggiungerli al composto in gelatiera.
Terminato il gelato riporlo in una vaschetta, ricoprire con carta forno ben aderente alla superficie e chiudere. Rimettere in congelatore per almeno un'altra ora, (io consiglio una notte, le foto sono state fatte dopo due ore di congelamento).
Servirlo con biscotti a lato.

Con questo gelato e la tessera n. 31 partecipo al Club del 27



lunedì 26 giugno 2017

Il mio taglio al limone


E siamo ormai giunto all'ultimo lunedì di giugno, ultimo appuntamento prima delle vacanze estive della rubrica Light and Tasty.
Con questo caldo la voglia di cucinare e di mangiare è in pratica nulla, consigliamo di bere tanto, bibite, succhi, centrifugati, acqua, possibilmente senza zuccheri, con questa pratica evitate la disidratazione, malessere comune e frequente in estate.
Raccomandiamo di mangiare molta frutta e verdura, e se proprio volete coccolarvi potete concedervi un gelato o un sorbetto!
Proprio per questo l'argomento di oggi sarà: gelati e sorbetti.
Vi propongo un taglio al limone, una coppa molto rinfrescante e piacevole, senza dosi, in quanto lo potete preparare come volete a seconda dei vostri gusti... con tanta gazzosa se avete sete, con tanto gelato se volete godervi il gusto appieno!
Ma ecco come farlo...

Ingredienti

gelato al limone
gazzosa fredda
fetta di limone
menta fresca


In una coppa piuttosto grande dispensare due palline di gelato al limone.

Innaffiare con circa 200ml di gazzosa fredda (queste sono dosi di massima, non esiste una regola come ho scritto prima).

Decorare con una fetta di limone e un rametto di menta.

Servire subito con cucchiaino lungo e cannuccia (obbligatoria!).

Ecco altre proposte interessanti!


Toast con gelato allo yogurt e pesche di Carla Emilia

NanaCarruba ice cream con miele di timo di Consuelo

Frozen yogurt e frutti di bosco di Daniela

Cialda e gelato alla pesca di Eva  

Gelato allo yogurt senza gelatiera di Maria Grazia

Gelato al mango e peperoncino senza gelatiera di Milena

Buone vacanze a tutti dalla rubrica Light and tasty!!!!

lunedì 19 giugno 2017

Smoothie al melone e lamponi



Oggi a  Light and Tasty, si parla di bevande...
L'estate sta per iniziare, le temperature si alzano, il caldo si fa sempre più afoso e quindi per combattere tutto questo abbiamo pensato di darvi qualche "proposta beverina", mi passate il termine, per riuscire a combatter la calura.
L'acqua è il meglio, lo sappiamo, ma spesso si fatica a berla, se ci prepariamo qualche frullato di frutta e/o verdura tutto diventa più piacevole  e oltre ad assumere liquidi avremo anche introdotto vitamine e sali minerali.
Quindi largo ai frullati, agli smoothie, che altro non sono che frullati a cui viene aggiunto yogurt o bevande a base vegetale, ai centrifugati o agli estratti, facendo attenzione che non siano troppo zuccherati!!
Vi consiglio di leggere il post di Maria Grazia, che descrive in modo preciso la classificazione delle diverse bevande!




Ingredienti per 1 persona

1 fetta di melone

15 lamponi

65 g di yogurt magro

50 ml di acqua








Mondare e lavare la frutta, inserirla nel frullatore aggiungendo anche lo yogurt e l'acqua, frullare per circa 1 minuto.

Personalmente ho fatto con il Bimby, e in questo caso è sufficiente frullare a vel 10 per 10 sec.
Servire subito!





Ecco altre bevande gustose ma light!

Smoothie di frutti di bosco alla chia di Carla Emilia

Smoothie bowl al melone bianco e menta di Consuelo

Smoothie con ciliegie, pesche e albicocche di Daniela

Smoothie banane e lamponi con latte di cocco di Maria Grazia

lunedì 12 giugno 2017

Tzatziky, ma di zucchine!


Oggi a Light and Tasty si parla di zucchine!
Voi non lo sapete, ma è uno dei miei ortaggi preferiti, non mi stancherei mai di mangiarle, e spesso, ve lo confesso, ma non ditelo a nessuno, me le compro pure in inverno, non resisto!
La mia nonna sosteneva che sono molto "rinfrescanti", e lo ripeteva spesso, con noi che ghignavamo alla grande anche perchè di solito faceva eco mio padre (che proprio non le amava) dicendo che lui non soffriva il caldo!
Non mi ha mai spiegato cosa intendesse per "rinfrescanti", ho sempre immaginato fosse un modo per farle accettare da tutti, ma pensandoci bene potrebbe anche essere per l'alto contenuto di acqua di questo ortaggio o per le fibre presenti e quindi per il loro potere lassativo.

Lasciando a parte gli aneddoti familiari, vi parlo un poco della ricetta di oggi.
Ho provato a trasformare lo Tzatziki, la famosa salsa a base di yogurt e cetriolo, tipica della Grecia, sostituendo la zucchina al cetriolo e..... sapete che mi è proprio piaciuta!
Quindi provate questa salsa per un aperitivo o per una cena tra amici, e vedrete che il successo sarà assicurato...se poi avete qualche problema con l'aglio crudo, assumete un chicco di caffè, come se fosse una caramella, vedrete che l'aglio sarà debellato (Consiglio della Dany, che funziona davvero, provare per credere!!! Grazie!)




Ingredienti

120 g di Yogurt greco light
1 zucchina media
1 spicchio d’aglio
1-2 foglie di menta
1 cucchiaino di succo di limone
1 cucchiaio di olio evo
Sale

Grattugiare la zucchina (evitando la parte centrale), condire con due pizzichi di sale e mettere a scolare in un colino per 30 minuti, così da far perdere l'acqua di vegetazione.
Schiacciare la zucchina con una forchetta, asciugarla con carta assorbente, mettere in una ciotola.
Aggiungere lo spicchio d'aglio tritato molto fine, la foglia di menta spezzettata a mano per evitare l'ossidazione, lo yogurt, il succo di limone e un goccio di olio.
Mescolare molto bene in modo da amalgamare gli ingredienti.
Servire in una ciotolina, con un filo d'olio in superficie e decorato con foglie di menta.


Ecco altre golose proposte con le zucchine:

Frittata di zucchine con i fiori al forno  di Carla Emilia

Zucchini pizza low carb  di Consuelo

Zucchine tonde ripiene di cous cous e piselli di Daniela

Cannelloni di pasta fillo di Eva

Pesto di zucchine con mandorle e basilico di Maria Grazia

Zuppa fredda di zucchine e menta con gamberi al limone di Milena

sabato 10 giugno 2017

CREPE IS THE NEW BLACK: IL SESTO LIBRO DELL’MTC

Dall' MTC, il gastrocarcere più famoso del web..........ecco a Voi........

L'immagine può contenere: sMS

Il nostro sesto libro!
Siamo lieti di informarvi che esce oggi in prima "mondiale" con i quotidiani Il Resto del Carlino e La Nazione!
Tutti voi che non possono correre in edicola potranno prenotarlo sui siti di Feltrinelli, Amazon, e in tutte le librerie italiane.... lo troverete in vendita però non prima del 15 giugno!!!

La struttura e' quella solita: una prima parte di teoria, con tecniche, ingredienti, attrezzature e spiegazioni varie, poi ricette vere e proprie!
Ci saranno crepes ma anche pancakes, waffles, blinis e cialde, di tutti i tipi.
Ci sarà anche un Giro del Mondo in 45 Crepes (e vi prego di prendere alla lettera il Giro del Mondo perche' i 5 continenti ci sono tutti) e  poi la parte della Dispensa, con burri "vecchi" e nuovi, pralinati, creme, sciroppi, curd e chi più ne ha più ne metta di tutte le infinite possibilità' di farcire queste preparazioni.
E infine la parte più amata: quella del "Facile e Veloce", dove trovare "proposte lampo" per le vostre colazioni, pranzi o cene.

Naturalmente la "squadra" di lavoro è sempre quella: Alessandra Gennaro, curatrice del libro, i testi sono suoi, Mai Estive, impegnata nella grafica e nelle illustrazioni, Paolo Picciotto, il "nostro" fotografo e poi veniamo noi, la community dell'MTC, la sfida più pazza e divertente del web, dove tutti imparano e tutti insegnano, dove le ricette più creative e particolari prendono forma.
Sono proprio queste ricette che sono state raccolte nel libro, i nostri contributi, e come sempre le ricette supereranno il centinaio, tutte collaudatissime,  e ..... NON DOVETE PERDERVELO!!!!

Ma avete visto che copertina? Non è favolosa? Sarà che amo il nero come colore più di ogni altro, questa copertina mi ha colpito al cuore!

Ma perché questo titolo?
Perché le crêpe in cucina sono l’equivalente del nero nella moda, facile da portare, capace di farsi plasmare dagli accessori (sempre coloratissimi): sono facili da preparare, sanno adattarsi alle varie farciture, senza mai perdere la loro identità!

Che fate ancora qui? Correte a procurarvelo!!!

Marchio: GRIBAUDO
Data d’uscita: Giugno, 2017
Pagine: 160
Prezzo: 14,90€
ISBN: 9788858017913

giovedì 8 giugno 2017

Brutti ma buoni




Oggi per il Calendario del Cibo Italiano è la Giornata Nazionale della meringa.
Quel dolce a base di albumi e zucchero che ci fa tornare ancora bambini.
Da piccola amavo le meringhe riempite di panna montata, e le compravo spesso quando andavo in città, qui c''era una pasticceria chiamata Offelleria Lombarda, che ne produceva di favolose.
Mia madre si prendeva un caffè ed io affondavo i denti in quelle nuvole bianche deliziose (già allora ero una buongustaia!).
In questa giornata dedicata alla meringa è giusto ricordare i due metodi di preparazione, che sono vere basi di cucina:
- La meringa Francese , chiamata così perchè pare che sia nato in Francia, ma venne presto usato anche in Italia è prodotta montando gli albumi d'uova un lo zucchero direttamente con al limite un goccio di succo di limone (utile a stabilizzare il composto)
-La meringa Italiana viene preparata con lo sciroppo di zucchero a 121°C, utile a pastorizzare gli albumi, quindi dopo aver portato lo sciroppo a 121°C si unisce a filo agli albumi precedentemente montati e si continua a montare fintanto che il composto non si raffredda (deve tornare a 40°C).
Oggi ho preparato una meringa francese proprio per preparare i brutti ma buoni, che sono dei dolcetti  chiamati così per l'aspetto informe e scuretto, con bitorzoli dovuti alla presenza di frutta secca a pezzetti non regolari.
Sono originari di Gavirate in provincia di Varese, pare siano stati creati  nel 1878 dal pasticcere Costantino Veniani.
venivano realizzati, incartati e confezionati a mano, avvolti nella tipica e inimitabile cartina stile liberty della pasticceria (il cui marchio è anche registrato).
Ormai sono prodotti e conosciuti in tutt'Italia e possono essere preparati con nocciole oppure nocciole e mandorle, ultimamente oltre alla classica vaniglia come aroma viene aggiunta pure la cannella.
Importante è la doppia cottura, prima in padella per asciugare il composto e poi in forno, dove anche qui non deve cuocere ad alta temperatura, ma solo liberarsi dell'umidità, in modo che risultino il più croccante possibile.
Ecco la mia ricetta.




Ingredienti (per 30 biscotti)

150g di albumi

150g di zucchero

200g di nocciole intere

1/2 bacca di vaniglia (semini)







Tostare in una padella calda le nocciole per 4-5 minuti, facendo attenzione a non bruciarle.

Tritare grossolanamente con mixer o bimby (io bimby a vel 6 per 3 sec), non deve essere una farina.

Montare gli albumi a neve ferma con le fruste elettriche, aggiungendo gradatamente le zucchero, deve formare il classico becco.

Incorporare le nocciole tritate e i semi di vaniglia, utilizzando un leccapentola, e muovendo il composto dal basso verso l'alto per evitare che si smontino.

Scaldare una padella antiaderente e inserire metà del composto montato, cuocere su fuoco basso continuando a mescolare con una spatola di legno, fino a quando il composto non si asciuga un poco e tende a diventare beige (per la caramellizzazione dello zucchero).

A questo punto foderare la leccarda con cartaforno.

Formare delle palline con l'aiuto si due cucchiaini, posizionarle a distanza tra loro, e poi procedere alla cottura con forno già caldo a 140-150°C, funzione statica per 55-60 minuti (controllare la colorazione, non la consistenza , quando le tirerete fuori dal forno saranno ancora morbide).

Far raffreddare completamente su gratella (molto importante).


Questa ricetta partecipa al Calendario del Cibo Italiano




lunedì 5 giugno 2017

Insalata di ciliegie, fave e fiocchi di latte


La stagione delle ciliegie è arrivata!
Questo frutto colorato dolce e buonissimo è ormai sulle nostre tavole da qualche settimana, ora i prezzi si sono leggermente abbassati e quindi con gioia, noi della rubrica Light and Tasty vi proponiamo qualche ricetta alternativa, anche se bisogna ammettere che anche mangiate così al naturale sono davvero gustose.
Sono inoltre molto salutari, apportano circa 63 calorie per 100g di prodotto
Le ciliegie hanno un contenuto di zuccheri differente a seconda della specie, tutte però hanno un indice glicemico basso  che le rende un frutto adatto a tutti coloro che stanno seguendo particolari regimi alimentari. Come tutti i frutti, tuttavia, è necessario consumarle con moderazione.
Sono ricche di diversi minerali, in particolare troviamo quantità rappresentative di magnesio, potassio, rame e vitamina C, mentre non sono particolarmente rappresentate le vitamine del gruppo B.

Ma passiamo alla ricetta: una insalata salutare ricca di fibre e con pochi grassi, non vi sembra l'ideale per l'estate che sta arrivando?

Ingredienti per 2 persone

200 g di lattuga Iceberg
20 ciliegie
4 cucchiai colmi di fiocchi di latte
1/2 cipolla
20 fave
2 cucchiai di acqua
1 cucchiaio di olio evo
sale

Pane integrale tostato o crostini

Mondare e lavare accuratamente la lattuga.

Togliere il baccello delle fave e sbollentarle per 5 minuti in acqua bollente. Raffreddare sotto il getto dell'acqua fredda e togliere la buccia.

Pelare la cipolla e affettare anelli sottili, metterli in acqua fredda per almeno 30 minuti.

Lavare e denocciolare le ciliegie

In una ciotola unire i fiocchi di latte e l'acqua, miscelare con un cucchiaio.

Assemblare: unire la lattuga con la cipolla e le fave, condire con l'olio e il sale.

Aggiungere le ciliegie  e i fiocchi di latte, servire subito.

Si consiglia di accompagnare con crostini o pane tostato.


Ecco altre proposte, dolci e salate..

 Carpaccio di tonno con marinata di ciliegie allo zenzero di Carla Emilia

Gelato alle ciliegie senza gelatiera (fat&sugar free) di Consuelo

Involtini di pollo con ciliegie di Daniela

Biscotti light alle ciliegie di Eva

Rose di prosciutto con ciliegie e primosale di capra di Maria Grazia

Ciliegie in agrodolce  di Milena 

domenica 4 giugno 2017

I Chisolini della Val d'Arda


Oggi il Calendario del cibo italiano festeggia la Giornata Nazionale del gnocco fritto, quel delizioso "panino" fritto gonfio e croccante, adatto ad essere riempito di salume o formaggio morbido, insomma una vera golosità!
Le ricette sono tante, quasi come le denominazioni di questa pasta lievitata che viene obbligatoriamente fritta, meglio se nello strutto, ma anche l'olio è ammesso.
E' tipico dell'Emilia Romagna, ma in ogni provincia o quasi vi sono leggere varianti contraddistinte da nomi diversi.
Si parte da Reggio e Modena, dove il nome è proprio gnocco fritto, per poi passare a Bologna con le crescentine, a Ferrara con il pinzino, a Parma con la torta fritta e a Piacenza, anzi in particolare a Fiorenzuola d'Arda con i chisolini ( chisulèn).
I chisolini  sono una delle specialità più servite  nei ristoranti, trattorie e agriturismi e anche nelle sagre paesane, dove sono distribuiti a pezzi  in sacchetti di carta, sempre accompagnate ai salumi tipici piacentini (coppa, pancetta e salame) oltre a formaggio (di solito gorgonzola).
Molte sono le varianti di forma (a grissino, a bocconcino, a losanghe) e qualche locale presenta anche la versione farcita.
E’ un piatto che appartiene alla cosiddetta “cucina povera”, in fondo gli ingredienti sono sempre loro: farina acqua lievito e strutto, materie prime che ogni famiglia in pianura aveva a disposizione.
Questa area geografica è caratterizzata dall'agricoltura di cereali e dall'allevamento della vacca da latte e dei suini.
L’industria casearia ha prodotto grandi quantitativi di burro e siero di latte (scotta) ideale per l’alimentazione dei suini da ingrasso.
Con la macellazione dei suini si producevano salumi e tessuti adiposi (lardo in particolare)dalla cui fusione si è da sempre prodotto lo strutto che, conservato in vescica, serviva in cucina per tutto l’anno.
Quindi non poteva che nascere in queste zone la tradizione del chisolino presentato con i salumi!
La ricetta che propongo è quella codificata per il marchio De.Co. (acronimo di Denominazione Comunale di Origine) dallo chef Cesena, il chisolino infatti è stato insignito di questo riconoscimento proprio nell'anno 2011, dal Comune di Fiorenzuola.





Ingredienti per 4 persone

500 g farina

2 cucchiai di strutto o burro (o olio extravergine)

25g di lievito di birra

1 cucchiaino di zucchero

1 cucchiaio di sale fino


Sciogliere il lievito in 100g di acqua tiepida (37°C) e lo zucchero, unire alla farina.

Impastare aggiungendo ancora circa 100 g di acqua  (in modo da aggiungere circa 200-250ml di liquidi), i grassi e un cucchiaio di sale (da aggiungere in ultimo in quanto inibisce la lievitazione).

L'impasto deve essere morbido ma non appiccicoso.

Lasciare lievitare in luogo asciutto per almeno 1 ora.

Sgonfiare e tirare la sfoglia con la classica macchinetta della pasta (il foro per lo spessore più alto).

La forma dei chisolini è, approssimativamente,  quella di un rettangolo di circa cm 10 di lunghezza e di 5 di larghezza.

Friggere preferibilmente nello strutto ma è possibile anche utilizzare l’olio, che deve essere ben caldo,  rigirare il chisolino su entrambi i lati.

La frittura deve avvenire velocemente.

Una volta cotto il chisolino deve essere adagiato su carta assorbente per rimuovere l’unto in eccesso e solo successivamente salato.

Si consiglia di servire con i salumi DOP Piacentini e con una buona bottiglia di Gutturnio frizzante




Questa ricetta partecipa al Calendario del Cibo Italiano