martedì 17 aprile 2018

Pasta alle fave su crema di burrata



Inizio a pensare alla primavera quando vedo le prime viole e primule lungo i canali durante le mie passeggiate pomeridiane, sono bellissime nascoste tra gli steli d'erba non ancora del tutto verdi, hanno un fascino tutto loro.
Ma in cucina l'alimento che mi porta alla mente la primavera è la fava.
L'ho assaggiata per la prima volta una decina di anni fa, perchè mia madre non l'ha mai cucinata, sosteneva che non le piaceva e quindi era inutile prepararla, era una tipa così: decisa e autoritaria per certe cose, per altre estremamente insicura, ma sempre molto spontanea e impulsiva.
Torniamo alle fave, che io invece adoro, sia per il suo gusto sia per la consistenza, così in questo periodo mi scateno in diverse preparazioni. Il loro colore mi anticipa il verde della natura, proprio per questo a mio parere ricordano la primavera!
Ecco una pasta decisamente riuscita, che ho voluto trascrivere qui, proprio per poterla rifare e nello stesso tempo partecipare al contest di Consuelo, a cui tenevo tanto!
Un bacione e...provatela!!!


Ingredienti per 4 persone

320g di pasta paccheri (pàche Monograno Felicetti)
200g di fave sgusciate
250g di burrata
2 pomodori
olio evo
1 spicchio di aglio in camicia
peperoncino in polvere
sale e pepe

Togliere le fave dai baccelli e scottarle in acqua per circa 4-5 minuti, scolarle e spellarle.
Nel frattempo scaldare 5 cucchiai di olio evo, con lo spicchio di aglio in camicia, quando sfrigola e inizia a prendere colore toglierlo e aggiungere le fave spellate. Saltarle per  una decina di minuti aggiustando di sale e pepe.
In una pendola con acqua bollente scottare i pomodori per qualche minuto, poi scolarle spellarli e tagliarli a cubettini. Tenerli in disparte.
Mentre si cuoce la pasta in abbondante acqua salata, si taglia la burrata , in piccoli pezzi e si mette a sciogliere in un cucchiaio di olio a fuoco molto basso, fino a formare una crema.
Scolare la pasta, saltarla in padella con le fave e un paio di cucchiai di acqua di cottura.
Preparare i piatti ad uno ad uno, mettendo la crema di burrata a specchio sul fondo, poi in sequenza la pasta condita con le fave, una quenelle di crema di burrata, la dadolata di pomodoro fresco e una generosa spolverata di peperoncino in polvere

Con questa ricetta partecipo al Meat free contest ideato da Una mamma che cucina ed ospitato dal blog I biscotti della zia


lunedì 16 aprile 2018

Verza in agrodolce con miele e noci


Il miele, un alimento completo, un tesoro da non sottovalutare e tutto grazie alle api!
Oggi parliamo di questo alimento a cui sono attribuite numerose proprietà benefiche per il nostro benessere, tanto da essere giudicato un cibo addirittura terapeutico, utile a combattere, prevenire e curare molti disturbi, se non patologie vere e proprie.
Non dovrebbe mai mancare a tavola e nella dispensa!

Grazie alla sua ricchezza  dal punto di vista nutrizionale svolge un’azione tonificante e corroborante generale sull'organismo, stimola memoria e migliora la concentrazione.

Stimola il sistema immunitario , combatte l’invecchiamento cellulare ed ha un'azione antibiotica che aiuta a combattere le infezioni, soprattutto quelle delle vie aeree superiori come tosse, mal di gola e raffreddore, ricordate  il rimedio della nonna:  latte caldo, miele e cognac?

In cosmetica, si usa per combattere gli inestetismi della pelle (brufoli, acne e punti neri) e per rinforzare, lucidare e nutrire i capelli, rinforza unghie, ossa e denti grazie all'abbondanza di minerali in esso contenuti e pare non incentivi la formazione di carie.

Tutte queste proprietà devono indurre ad un suo consumo costante e regolare senza però esagerare,  è una fonte di zuccheri, che sebbene di tipo “nobile”, non devono mai superare la dose giornaliera adeguata e consumato con attenzione da chi  soffre di diabete.

Bisogna inoltre tener conto di eventuali intolleranze alimentari ed allergie che sono sempre in agguato, anche perchè se il miele non risulta trattato potrebbe contenere piccole percentuali di polline. Non di rado una persona riscontra di soffrire di un’alle
rgia o di un’intolleranza in età adulta. In tal caso il consumo di un alimento o una bevanda, miele compreso, potrebbe risultare molto dannoso.
Ma ecco la ricetta, un semplice contorno, ideale con le carni o anche come secondo piatto dopo un bel piatto di pasta!



Ingredienti per 4 persone

1 verza grande
3 cucchiai di olio evo
50ml di aceto di vino 
3 cucchiai di miele millefiori
20 noci
sale

Mondare la verza e tagliare a listarelle tutte le foglie.

Scaldare in una grande padella l'olio, aggiungere le foglie di verza, salare e mettere un coperchio.

Dopo circa 5- 10 minuti, quando le foglie risulteranno appassite, mescolare  e sfumare con aceto.

Proseguire la cottura aggiungendo un poco di acqua (circa mezzo bicchiere) per altri 10 minuti circa.

Aggiungere il miele e continuare la cottura a fuoco basso ancora per 5 minuti circa.

Servire dopo aver spolverizzato con noci tritate grossolanamente.

domenica 15 aprile 2018

Bonbon di cioccolato di Totò


Oggi il Calendario del Cibo Italiano dedica la giornata ad un grande artista italiano Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio, in arte Totò.
Nasce a Napoli il 15 febbraio 1898 e muore a Roma nel 1967, il 15 aprile, stroncato da un infarto nella sua abitazione romana. Pare che le sue ultime parole siano state:" Mi sento male… portatemi a Napoli".
Questo dimostra quanto fosse affezionato alla sua città, che ha fatto conoscere al grande pubblico attraverso le sue opere.
Non tutti sanno però che era un'appassionato cultore del cibo, aveva un motto “A tavola si capisce chi sei e con chi hai a che fare” ed effettivamente se si osserva mangiare una persona si può capire diversi aspetti del suo carattere.
Grazie alle doti culinarie di sua madre imparò ad amare il cibo e la cucina e  aveva raccolto tutte le ricette di famiglia in un quaderno nero che gli era tanto caro.
Questo quaderno nero fu rielaborato da sua figlia Liliana De Curtis e oggi è un libro di ricette, intitolato “Fegato qua, Fegato là, fegato fritto e baccalà” Le ricette di Totò ovvero, quisquilie a pranzo e pinzillacchere a cena, pubblicato da Rizzoli nel 2001.
Ad ogni ricetta viene fatta precedere una citazione tratta da uno dei suoi film.

Anche questi deliziosi Bonbon vengono da lì e la citazione in questo caso é:

"Per i bambini caffèllatte alla mattina e
pipì prima di andare a letto...
Concesso? No, basta il vasetto da notte."
(Il Monaco di Monza)




Ingredienti per 25-28 pezzi
65g di mandorle
65g di nocciole
150g di zucchero a velo
1 albume grande
55g di cacao dolce
20g di burro

Tritate le mandorle e le nocciole, unire poi 1 cucchiaio di zucchero a velo, il cacao e il burro a pomata.
Montate l'albume a neve.
Con l'aiuto di un leccapentola amalgamate tutti gli ingredienti, e con le mani inumidite preparate delle palline grandi quanto una noce.
Posizionatele su carta forno e cuocete con forno ventilato e caldo (a 150°C), per 20 minuti circa.
Lasciate raffreddare 5 minuti e poi rotolarli nel rimanente zucchero a velo.
Fate raffreddare completamente prima di assaporarle con un buon caffè napoletano!


Con questa ricetta partecipo al Calendario del cibo italiano, e oggi a questo link troverete un menù tratto dal libro di Totò, correte a leggere!!!! C'è pure un meraviglioso REGALO per voi!!!

venerdì 13 aprile 2018

Finocchi in scapece


Lo scapece è un piatto tipico del Meridione,  che prevede di conservare verdure e pesci (soprattutto questi alimenti) in una soluzione di aceto aromatizzato.
Solitamente l'alimento viene prima fritto,  a volte anche impanato, e poi messo sotto aceto con aglio, erbe aromatiche e spezie varie.
Il nome "scapece" pare derivi dallo spagnolo "escabeche" usato in Sud America e in Spagna per indicare la marinatura e la conservazione di cibi in aceto.
A sua volta, l'escabeche spagnolo pare abbia preso esempio da una tecnica di marinatura araba  sikbag (si legge iskbech), che  in breve tempo ha influenzato per secoli tutto il bacino mediterraneo.
L'esigenza, naturalmente, era di conservare il pesce e le verdure estive il più a lungo possibile.

Quando ho assaggiato per la prima volta l'aceto di vino prodotto dai Conti della Mutilena, sono rimasta veramente colpita dal suo gusto e dal suo profumo nonostante non ami l'aceto, e subito ho pensato - con questo prodotto devo provarci lo scapece!-
Sono stata dall'ortolano e ho visto gli ultimi finocchi, belli, freschi e grandi, quindi perchè non   utilizzarli? Lasciamo stare le solite zucchine, i soliti pesciolini... diamoci ai finocchi!

Prima di passare alla ricetta però voglio dire due parole sul  Buonaceto di Vino del Conte, un aceto prodotto con Mosto di Uva Lambrusca crudo acetificato e zucchero. Ha un gusto classico, lungamente invecchiato in botti di rovere, profumato e fragrante  di colore rosso ambrato, è un prodotto tendenzialmente liquido e ricco di acidità fissa, dal gusto rotondo e pieno.
Va assolutamente assaggiato!




Ingredienti per 2 persone
1 finocchio
1 uovo grande
100g di farina
50g di pane grattugiato
Olio per friggere



Lavare accuratamente il finocchio, affettarlo sottilmente con un coltello grande, in modo da tagliare agevolmente fette sottili.
Passarle in farina, poi nell'uovo sbattuto (con un pizzico di sale e un cucchiaio di acqua), e infine nel pane grattugiato.
Scaldare l'olio in una grande padella, deve essere abbondante in modo che le fette di finocchio galleggino, e friggere per un paio di minuti per lato, così da rendere la crosticina leggermente ambrata.
Scolare su carta assorbente. Salare.
Posizionare in un contenitore di ceramica di servizio, uno strato di finocchi fritti, aromatizzare con foglioline di timo, e distribuire un cucchiaio di aceto, e poi continuare così a strati fino a terminare con l'aceto.
Mettere in frigo per una notte prima di consumare come contorno.


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